info@geostudiogroup.net
+39 0932 715738

IEA Energy Efficiency 2025: Cina e India spingono, Europa e USA rallentano

Efficienza energetica 2025: la corsa globale tra accelerazioni e ritardi

Il 2025 segna un punto di svolta per l’efficienza energetica mondiale. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha rilevato un tasso di miglioramento dell’intensità energetica superiore rispetto agli anni precedenti, con un incremento che si avvicina al 2% annuo. Questo dato rappresenta un’accelerazione rispetto al periodo post-pandemico, quando la crescita era rallentata e non riusciva a sostenere gli obiettivi climatici fissati a livello internazionale.

L’intensità energetica, che misura il rapporto tra consumo di energia e prodotto economico, è un indicatore cruciale per valutare la sostenibilità dei sistemi produttivi. Un miglioramento costante significa ridurre le emissioni, contenere i costi e rafforzare la sicurezza energetica. Tuttavia, il ritmo attuale resta ancora distante dal 4% annuo richiesto per centrare gli obiettivi al 2030. La sfida è quindi trasformare questa accelerazione in un trend strutturale e duraturo.

Cina e India trainano la crescita

Il rapporto evidenzia come Cina e India siano i veri protagonisti della nuova fase di efficienza energetica. La Cina ha intensificato gli investimenti in tecnologie industriali e nell’edilizia, puntando su standard più rigorosi e su un’ampia diffusione di soluzioni digitali per la gestione dei consumi. L’India, invece, ha accelerato nel settore dei trasporti e delle rinnovabili, con programmi di elettrificazione e politiche di sostegno alle imprese.

Questi progressi dimostrano che le economie emergenti possono diventare leader globali nella transizione, ribaltando la percezione tradizionale che vedeva l’efficienza come prerogativa dei Paesi avanzati. La loro performance contribuisce a ridurre le emissioni globali e a rafforzare la resilienza economica, mostrando come l’efficienza sia un fattore di competitività oltre che ambientale.

Europa e Stati Uniti arrancano

Il quadro appare meno brillante per l’Unione Europea e gli Stati Uniti. In Europa, la frammentazione delle politiche nazionali e la lentezza nell’implementazione delle direttive comunitarie rallentano il passo. Nonostante gli obiettivi ambiziosi, la mancanza di un coordinamento efficace tra gli Stati membri limita l’impatto delle misure e negli Stati Uniti, l’attenzione è rivolta soprattutto agli incentivi per le rinnovabili, ma manca un piano organico e strutturato per l’efficienza. Questo ritardo rischia di compromettere la capacità di raggiungere i target climatici e di ridurre la competitività industriale. La stagnazione delle economie avanzate mette in evidenza la necessità di strategie più incisive, capaci di integrare efficienza e decarbonizzazione in modo sinergico.

La sfida verso il 2030

Il messaggio centrale è chiaro: l’efficienza energetica deve correre più veloce e per raggiungere il 4% annuo entro il 2030, sarà necessario un impegno straordinario da parte dei governi e delle imprese. Servono politiche stabili, incentivi mirati e investimenti in tecnologie innovative. L’efficienza non è solo una questione ambientale, ma anche economica: riduce i costi, aumenta la competitività e rafforza la sicurezza energetica. Il 2025 segna un passo avanti, ma la strada è ancora lunga e senza un’accelerazione decisa, il rischio è di mancare gli obiettivi e compromettere la transizione energetica globale. La sfida è trasformare i progressi di Cina e India in un modello replicabile, capace di ispirare anche le economie avanzate.