Il percorso del DL Transizione – Aree idonee compie un passo decisivo con l’approvazione da parte del Senato, avvenuta l’8 gennaio 2026, accompagnata dal voto di fiducia al Governo. Il testo, pur mantenendo l’impianto originario, è stato arricchito da una serie di modifiche puntuali che incidono in modo significativo sulla disciplina delle aree idonee e sulle procedure autorizzative per gli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento è ora atteso alla Camera dei deputati, dove l’obiettivo dichiarato è una rapida approvazione senza ulteriori interventi, così da consentire l’entrata in vigore delle nuove norme entro metà gennaio. Il decreto, che già integrava misure del Piano Transizione 5.0 e disposizioni sulle rinnovabili, viene quindi ridefinito in alcuni passaggi chiave, con particolare attenzione all’articolo 2 e all’introduzione dell’articolo 2-bis dedicato al golden power.
Il cuore delle modifiche riguarda la definizione delle aree idonee e, in particolare, il ruolo dell’agrivoltaico come tecnologia strategica per la transizione energetica. Il Senato ha confermato che gli impianti agrivoltaici avanzati possono essere installati sempre nelle aree idonee, purché sia garantita la continuità delle attività agricole e pastorali. La tutela della produttività agricola diventa un requisito verificabile attraverso una dichiarazione asseverata redatta da un professionista abilitato, che dovrà attestare la capacità dell’impianto di mantenere almeno l’ottanta per cento della produzione lorda vendibile. I Comuni saranno chiamati a monitorare per cinque anni la reale prosecuzione delle attività agricole, con sanzioni e obbligo di ripristino in caso di interruzione. Le Regioni dovranno inoltre individuare le aree idonee agricole entro una soglia compresa tra lo 0,8 e il 3% della SAU, includendo anche le superfici già occupate da impianti agrivoltaici e, se previsto, le aree idonee individuate ex lege.
Il decreto riformulato introduce nuove misure per rafforzare la governance dei procedimenti autorizzativi, con l’obiettivo di ridurre i tempi e garantire maggiore uniformità tra le amministrazioni coinvolte. Viene confermato il ricorso alla figura del commissario speciale già prevista dal decreto-legge del 2022, che ora potrà avvalersi della piattaforma SUER come amministrazione procedente per la gestione delle autorizzazioni relative agli impianti energetici. Questa scelta punta a centralizzare e digitalizzare i flussi procedurali, riducendo le frammentazioni territoriali che negli ultimi anni hanno rallentato lo sviluppo degli impianti rinnovabili. Un’ulteriore novità riguarda l’individuazione dei beni statali a destinazione agricola, per la quale l’Agenzia del Demanio dovrà acquisire anche il parere del MASAF, rafforzando così il coordinamento tra le politiche agricole e quelle energetiche.
Il Senato interviene anche sulla disciplina delle aree industriali, eliminando l’obbligo che tali aree siano soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale per essere considerate idonee all’installazione di impianti fotovoltaici o di produzione di biometano. Questa modifica amplia il perimetro delle superfici utilizzabili, semplificando l’accesso alle aree produttive già infrastrutturate. Il testo chiarisce inoltre che le superfici interne agli stabilimenti industriali non possono essere destinate ad attività agricole, zootecniche o alla produzione di energia rinnovabile, evitando così interpretazioni che avrebbero potuto estendere in modo improprio i confini del sito ai fini del calcolo delle distanze minime. L’obiettivo è mantenere un quadro regolatorio coerente, prevenendo effetti distorsivi e garantendo certezza agli operatori.
Il decreto aggiornato introduce un chiarimento rilevante sul regime transitorio, stabilendo che le nuove disposizioni non si applicano alle procedure già in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento. La salvaguardia riguarda esclusivamente i procedimenti autorizzativi e abilitativi, comprese le valutazioni ambientali, che abbiano superato la verifica di completezza documentale. Questa scelta mira a evitare blocchi o rallentamenti per i progetti già avviati, garantendo continuità amministrativa e certezza del diritto. Allo stesso tempo, il nuovo quadro normativo si applicherà integralmente ai procedimenti futuri, delineando un sistema più chiaro e strutturato per la gestione delle aree idonee e per lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili.