La nuova bozza del Decreto Legge PNRR 2026 si apre con il richiamo alla “straordinaria necessità e urgenza”, una formula che sintetizza l’intento del Governo di accelerare il completamento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento, ancora in fase di definizione, mira a rafforzare la governance e a introdurre ulteriori semplificazioni operative per garantire rispetto delle scadenze europee. Il testo, composto da 33 articoli, interviene su ambiti strategici come la formazione tecnica, gli incentivi per le energie rinnovabili e il sostegno ai progetti di decarbonizzazione. L’obiettivo è correggere le criticità emerse negli ultimi mesi e assicurare continuità agli investimenti, soprattutto nei settori energetici più innovativi. La bozza rappresenta quindi un passaggio decisivo per consolidare l’attuazione del PNRR e preservare le risorse ancora disponibili.
Uno dei capitoli più rilevanti del Decreto PNRR 2026 riguarda l’aggiornamento professionale degli installatori di impianti alimentati da fonti rinnovabili. La bozza introduce un percorso formativo uniforme su scala nazionale, definendo una durata minima obbligatoria di 24 ore per i corsi di aggiornamento. I contenuti didattici e la modalità di erogazione saranno stabiliti attraverso un accordo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Regioni e la Province autonome, con l’obiettivo di garantire standard qualitativi omogenei. La novità più significativa riguarda la digitalizzazione delle certificazioni: gli attestati dovranno essere trasmessi online entro 10 giorni dalla conclusione del corso, consentendo alle Camere di Commercio di aggiornare automaticamente le qualifiche professionali delle imprese senza ulteriori adempimenti burocratici.
La misura più attesa del decreto riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili, al centro di un forte interesse dopo la chiusura anticipata del bonus del quaranta per cento nel 2025. La riduzione dei fondi PNRR aveva infatti generato un rapido aumento delle domande e lasciato numerosi progetti senza adeguate garanzie finanziarie. La nuova bozza non risolve completamente la situazione, ma introduce un programma di sovvenzioni dedicato per sostenere gli investimenti in conto capitale. Sono previsti 795 milioni e mezzo di euro, accompagnati da scadenze stringenti per la firma degli accordi di finanziamento e la realizzazione degli impianti. La relazione illustrativa chiarisce che il nuovo quadro attuativo consente di modificare il target finale degli investimenti, privilegiando la sottoscrizione degli accordi rispetto al completamento fisico degli interventi. L’obiettivo è garantire la piena saturazione delle risorse assegnate agli strumenti finanziari.
L’articolo 29 del decreto estende gli interventi anche ad altri due segmenti strategici della Missione 2 del PNRR: l’agrivoltaico e il biometano. La bozza prevede programmi di sovvenzione specifici per sostenere la realizzazione degli impianti, con uno stanziamento di oltre un miliardo e novantanove milioni di euro per i sistemi agrivoltaici e più di due miliardi e 236 milioni per gli impianti di produzione di biometano. In entrambi i casi, così come per le Comunità Energetiche, il Gestore dei Servizi Energetici subentrerà al Ministero nei rapporti giuridici e nei contratti con le imprese, assumendo un ruolo centrale nella gestione delle procedure. Il GSE dovrà pubblicare le Regole Operative entro quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, mentre l’assegnazione dei fondi sarà affidata a un comitato tecnico indipendente. Per mantenere l’accesso ai finanziamenti europei, tutti gli accordi dovranno essere firmati entro il trenta giugno 2026 e gli impianti completati entro ventiquattro mesi.
Il decreto interviene anche sulla continuità dei progetti dedicati all’idrogeno nei settori hard-to-abate, inizialmente previsti nel PNRR e successivamente definanziati. La norma assicura la prosecuzione delle iniziative già avviate, come quelle di Polidoro Spa, Sarlux e Politecnico di Milano, attraverso l’utilizzo di fondi nazionali. L’obiettivo è evitare l’interruzione di attività sperimentali considerate strategiche per la decarbonizzazione industriale. Un altro intervento rilevante riguarda il settore ferroviario: l’articolo ventiquattro, comma tre, chiarisce quali soggetti possano accedere ai regimi agevolati per la produzione di energia pulita. Il decreto identifica nel Gestore dell’infrastruttura e nelle società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane i beneficiari legittimati, eliminando dubbi interpretativi che avevano rallentato l’applicazione delle misure. Con queste disposizioni, il Governo punta a garantire continuità agli investimenti e a rafforzare la coerenza normativa in un settore cruciale per la transizione energetica.