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FER X: ok ai criteri non di prezzo, attesa l’approvazione finale della Corte dei Conti

FER X: nuovi criteri qualitativi per il fotovoltaico, approvato il decreto dall’Unificata

Il sistema incentivante FER X, destinato agli impianti fotovoltaici, torna sotto i riflettori con l’introduzione di criteri non legati al prezzo, segnando un’importante evoluzione delle politiche energetiche italiane. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente ottenuto l’approvazione dalla Conferenza Unificata per il decreto che introduce questi nuovi parametri, tuttavia, prima della sua pubblicazione ufficiale, il provvedimento deve passare attraverso l’ultimo passaggio amministrativo: la registrazione da parte della Corte dei Conti.

Cosa cambia nella Seconda Gara FER X

La seconda gara FER X, prevista entro la fine dell’anno, rappresenta una svolta significativa per il fotovoltaico, poiché introduce una serie di criteri qualitativi che vanno oltre la tradizionale logica basata solo sul prezzo. Con un contingente di 1,6 GW riservato esclusivamente alla tecnologia fotovoltaica, questa gara offrirà incentivi che non si limiteranno a premiare la proposta più economica, ma valorizzeranno anche altri aspetti cruciali per la transizione energetica.

Tra le novità più rilevanti, il decreto include criteri premianti che pongono l’accento su aspetti ambientali e industriali e in particolare, sono previsti incentivi per:

  • l’utilizzo di componenti europei: una misura che mira a ridurre la dipendenza da fornitori esteri e a favorire la crescita di una filiera nazionale ed europea del fotovoltaico. Questo non solo rinforza la competitività del settore, ma crea anche nuove opportunità economiche a livello locale.
  • la sostenibilità ambientale: i progetti fotovoltaici che adottano soluzioni più ecologiche, riducendo l’impatto ambientale durante la produzione e l’installazione degli impianti, riceveranno valutazioni più favorevoli.
  • l’innovazione tecnologica: l’attenzione si sposterà su soluzioni che migliorano l’efficienza e riducono l’impatto ambientale delle tecnologie impiegate. L’integrazione di nuove tecnologie è fondamentale per rafforzare la competitività delle aziende italiane nel panorama internazionale.

Questi criteri sono concepiti per stimolare la crescita di un mercato del fotovoltaico più sostenibile e competitivo, in grado di rispondere alle sfide future legate alla transizione energetica.

Il ruolo cruciale del MASE e le tempistiche

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha sottolineato come l’introduzione di criteri non di prezzo offra maggiore certezza agli operatori, migliorando l’accesso a finanziamenti pubblici. La speranza è che questa modifica, sebbene mirata a sostenere l’industria fotovoltaica, possa essere replicata anche in altri settori legati alla sostenibilità, consolidando così la posizione dell’Italia come leader nelle energie rinnovabili.

L’approvazione della Conferenza Unificata è stata un passo decisivo, ma ora il provvedimento deve passare alla Corte dei Conti, l’ultimo ostacolo burocratico prima che il decreto venga definitivamente pubblicato e la gara possa partire entro dicembre – per non perdere il ritmo verso la realizzazione degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.

Una strategia di lungo periodo

L’introduzione dei criteri non di prezzo non solo stimola l’industria fotovoltaica, ma promuove una produzione più responsabile e meno vulnerabile alle fluttuazioni di mercato. Inoltre, favorendo l’utilizzo di componenti e tecnologie europee, l’Italia si prepara a consolidare la propria posizione nel panorama delle energie rinnovabili, con benefici economici e ambientali a lungo termine.

In definitiva, la seconda gara FER X, sebbene ancora in attesa della registrazione definitiva, rappresenta una grande opportunità strategica per il settore fotovoltaico e per il futuro dell’energia in Italia. La sfida ora è quella di rendere questa transizione energetica non solo un obiettivo ambientale, ma anche un volano di sviluppo economico, capace di sostenere la crescita dell’industria locale e di garantire un futuro energetico più sostenibile.