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DL Energia 2025: nuove regole sulle Aree Idonee per le rinnovabili

Aggiornamento FER2 2025: nuove regole operative per gli incentivi alle rinnovabili

Il Governo introduce una riforma normativa per accelerare la transizione energetica e semplificare le autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili.

Con l’entrata in vigore del Decreto Legge Energia 2025, l’Italia compie un passo significativo verso il potenziamento delle energie rinnovabili. Il provvedimento introduce 6 nuovi articoli nel Testo Unico FER, ridefinendo di “Aree Idonee” e semplificando i procedimenti autorizzativi per impianti fotovoltaici, eolici e di accumulo.

Contenuti principali del decreto

Il fulcro della riforma è rappresentato dall’Articolo 6, che sostituisce le precedenti disposizioni del D.Lgs. 199/2021. Le nuove norme classificano in modo dettagliato le aree in cui è possibile installare impianti FER, distinguendo tra:

  • Aree a terra: comprendono zone agricole non soggette a vincoli, aree industriali dismesse, cave esaurite e fasce lungo infrastrutture lineari come ferrovie e autostrade;
  • Aree in mare: individuate sulla base dei criteri ambientali e paesaggistici, con particolare attenzione alla tutela della biodiversità marina;
  • Siti UNESCO: consentiti esclusivamente interventi in attività libera, soggetti a vincoli particolarmente stringenti.

Ruolo delle Regioni e digitalizzazione

Le Regioni assumono un ruolo centrale nell’individuazione e nell’aggiornamento delle Aree Idonee, con l’obbligo di mantenere aggiornate la cartografie di riferimento. A supporto di questo processo, è istituita una piattaforma digitale nazionale che consentirà la consultazione pubblica delle aree e faciliterà la gestione delle procedure autorizzative.

Inoltre, gli impianti localizzati all’interni delle Aree Idonee potranno beneficiare di procedure autorizzative semplificate, con tempi ridotti e minori oneri amministrativi. Il decreto prevede inoltre regimi speciali per infrastrutture strategiche come data center impianti di stoccaggio della CO2 integrati nella rete elettrica nazionale.

In conclusione, la riforma mira a superare le criticità interpretative del DM 21 giugno 2024, sbloccare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e del pacchetto europeo Fit for 55.