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Dl Transizione 5.0 e Aree Idonee: cosa cambia per agrivoltaico e fotovoltaico a terra dopo la pubblicazione in Gazzetta

In Gazzetta la conversione del Dl Transizione 5.0 e Aree Idonee: nuove regole per agrivoltaico e fotovoltaico a terra

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Dl Transizione 5.0 e delle norme sulle Aree Idonee rappresenta un passaggio decisivo per il settore delle rinnovabili, con un impatto diretto su agrivoltaico e fotovoltaico a terra. Il nuovo quadro normativo mira a rendere più prevedibili i processi autorizzativi e a definire criteri uniformi per la localizzazione degli impianti, riducendo incertezze e frammentazioni territoriali. La riforma si inserisce in un contesto in cui la domanda di energia rinnovabile cresce rapidamente e richiede e richiede strumenti regolatori capaci di sostenere investimenti, tutelare il paesaggio e garantire compatibilità con le attività agricole. La conversione introduce inoltre un sistema di incentivi orientato alla misurabilità dei benefici energetici, con l’obiettivo di favorire tecnologie efficienti e progetti ad alto valore aggiunto. Per agrivoltaico e fotovoltaico a terra si apre una fase nuova, caratterizzata da maggiore chiarezza procedurale e da un approccio più coerente con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.

Agrivoltaico: criteri più chiari per integrazione agricola ed energetica

La legge di conversione rafforza il ruolo dell’agrivoltaico come modello strategico per coniugare produzione agricola e generazione di energia rinnovabile. Le nuove disposizioni chiariscono i requisiti per la classificazione degli impianti, con particolare attenzione alla continuità delle attività agricole e alla misurabilità dei benefici agronomici. La definizione delle Aree Idonee introduce parametri più omogenei che le Regioni dovranno applicare per individuare i territori in cui l’Agrivoltaico può svilupparsi senza conflitti con le destinazioni d’uso esistenti. L’obiettivo è favorire progetti che integrino tecnologie avanzate, sistemi di monitoraggio e soluzioni che garantiscano la coesistenza tra colture e moduli fotovoltaici. La Riforma punta a ridurre i tempi autorizzativi e a promuovere un modello di sviluppo che valorizzi il suolo agricolo, evitando consumo improprio di territorio e favorendo la resilienza delle aziende agricolo.

Fotovoltaico a terra: pianificazione più prevedibile e criteri uniformi

Il fotovoltaico a terra è uno dei segmenti più influenzati dalla nuova disciplina delle Aree Idonee, che introduce criteri uniformi per la localizzazione degli impianti e per la valutazione della compatibilità territoriale. La conversione del decreto stabilisce un approccio più lineare, riducendo le differenze tra Regioni e garantendo maggiore coerenza con gli obiettivi nazionali di produzione energetica. La pianificazione dovrà integrare valutazioni ambientali, esigenze paesaggistiche e disponibilità delle infrastrutture di rete, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione degli impianti in aree già compromesse o caratterizzate da minore sensibilità ambientale. Il nuovo quadro normativo mira a superare le incertezze che che negli ultimi anni hanno rallentato molti progetti, offrendo a investitori e professionisti un contesto più stabile e prevedibile. La semplificazione procedurale rappresenta un elemento chiave per sostenere la crescita del fotovoltaico utility scale.

Transizione 5.0: incentivi per efficienza energetica e tecnologie avanzate

Il capitolo dedicato alla Transizione 5.0 introduce un sistema di crediti d’imposta orientato alla riduzione dei consumi energetici e all’adozione di tecnologie avanzate. La conversione conferma la struttura degli incentivi, ma rafforza i requisiti di misurabilità e tracciabilità dei benefici energetici. Le imprese che investono di impianti fotovoltaici, agrivoltaici o in sistemi di monitoraggio avanzati dovranno dimostrare in modo puntuale l’effettiva riduzione dei consumi attraverso strumenti certificati. Questo approccio mira a sostenere interventi ad alto impatto, favorendo l’innovazione e la competitività del sistema produttivo. Per il settore delle rinnovabili, gli incentivi rappresentano un’opportunità per integrare soluzioni tecnologie che migliorano l’efficienza complessiva degli impianti e la qualità dei dati energetici, contribuendo a una gestione più consapevole delle risorse.

Prospettive per imprese, professionisti e territori

La pubblicazione in Gazzetta apre una fase operativa che richiederà un rapido adeguamento da parte di imprese, professionisti e amministrazioni. Le Regioni saranno chiamate a completare la mappatura delle Aree Idonee, garantendo coerenza con gli obiettivi nazionali e con le esigenze dei territori. Le imprese potranno contare su un quadro più stabile per programmare investimenti in agrivoltaico e fotovoltaico a terra, mentre i professionisti avranno criteri tecnici più chiari per la progettazione e la documentazione. Le pubbliche amministrazioni dovranno adottare procedure più rapide e trasparenti, riducendo i tempi autorizzativi e favorendo una maggiore collaborazione tra enti. Il successo della riforma dipenderà dalla capacità di coordinare gli attori coinvolti e di assicurare un’applicazione uniforme delle norme, evitando ritardi e interpretazioni divergenti. La transizione energetica richiede un approccio sistemico in cui innovazione, sostenibilità e semplificazione procedurale procedano insieme.