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Aree idonee, Fer-X e connessioni: la fotografia del fotovoltaico secondo Elemens

Elemens analizza il fotovoltaico: aree idonee ridotte, Fer-X competitivo e riforma delle connessioni

Il tema delle aree idonee continua a rappresentare un nodo cruciale per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia. Secondo l’analisi di Elemens, la nuova disciplina introdotta dal DL 175 ha ridotto drasticamente le superfici immediatamente disponibili, trasformando le aree idonee in eccezioni e rendendo le aree ordinarie la regola. Questo approccio, se da un lato mira a uniformare i criteri nazionali, dall’altro rischia di rallentare l’espansione del fotovoltaico utility scale, imponendo vincoli paesaggistici e territoriali che complicano la pianificazione. Nonostante queste difficoltà, il sistema continua a produrre circa 9 gigawatt di autorizzazioni all’anno, segno che la domanda e la progettualità restano elevate. La questione delle aree idonee rimane quindi centrale per garantire un equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo delle rinnovabili.

Fer-X e competitività del fotovoltaico

L’asta Fer-X ha confermato la competitività strutturale del fotovoltaico, anche in un contesto di regole più restrittive e iter più lunghi. I prezzi di esercizio si mantengono su livelli che garantiscono sostenibilità economica agli operatori, e la partecipazione alle gare dimostra la solidità della filiera. Questo risultato è particolarmente significativo perché evidenzia la capacità del fotovoltaico di adattarsi a un quadro normativo mutevole, mantenendo attrattività per investitori e sviluppatori. La conferma della competitività del settore rafforza la fiducia degli operatori e consolida il ruolo del fotovoltaico come tecnologia di riferimento per la transizione energetica. Fer-X diventa quindi un banco di prova che certifica la maturità del mercato e la sua capacità di resistere alle sfide regolatorie.

Connessioni e riforma della rete

Uno dei nodi principali resta quello delle connessioni alla rete elettrica. Elemens sottolinea come la riforma in arrivo con il DL Energia prometta maggiore efficienza e tempi più rapidi. La gestione delle richieste di connessione è stata finora un collo di bottiglia per molti progetti, rallentando la realizzazione degli impianti e generando incertezza tra gli operatori. La riforma dovrebbe introdurre criteri più trasparenti e una pianificazione più razionale, riducendo la frammentazione normativa che ha caratterizzato gli ultimi anni. Se attuata correttamente, questa revisione potrà accelerare la realizzazione degli impianti e favorire una crescita più stabile del settore. La questione delle connessioni rimane quindi centrale per garantire che il fotovoltaico possa esprimere appieno il proprio potenziale e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione.