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Il Parlamento approva il Correttivo al TU FER, ma pone condizioni su fotovoltaico e semplificazioni

Via libera del Parlamento al Correttivo FER: sì condizionato su fotovoltaico e semplificazioni

Il Parlamento ha approvato il decreto correttivo al Testo Unico FER, confermando la volontà di sostenere la transizione energetica ma imponendo condizioni che ne modificano l’impianto originario. La decisione è arrivata con un voto favorevole sia alla Camera che al Senato, in anticipo rispetto alla scadenza fissata per il 20 novembre, e ha segnato un passaggio cruciale nel percorso di semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento interviene sul Decreto Legislativo n. 190/2024 e si pone l’obiettivo di ridurre la burocrazia, accelerare la realizzazione di nuovi progetti e favorire interventi di repowering e revamping. Tuttavia, le Commissioni parlamentari hanno posto osservazioni vincolanti, chiedendo maggiore chiarezza sui criteri di compatibilità degli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole e sottolineando la necessità di tutelare la vocazione produttiva dei terreni. La scelta di anticipare l’esame rispetto alla scadenza originaria è stata motivata dalla volontà di consentire un rapido ritorno al testo al Consiglio dei Ministri, che dovrà ora valutare se recepire integralmente o parzialmente le condizioni poste dal Parlamento prima dell’approvazione definitiva.

La tutela del suolo agricolo

Uno dei punti più discussi riguarda il fotovoltaico a terra in aree agricole, tema che ha sollevato un ampio dibattito tra forze politiche, associazioni di categoria e operatori del settore. Le Commissioni parlamentari  hanno chiesto di chiarire i criteri di compatibilità degli impianti con le attività produttive, sottolineando la necessità di evitare un uso indiscriminato del suolo che potrebbe compromettere la vocazione agricola dei territori. La possibilità di interventi di repowering e revamping è stata accolta positivamente, ma resta vincolata al mantenimento della superficie già occupata, mentre gli impianti agrivoltaici sono favoriti solo se garantiscono la coesistenza tra produzione agricola ed energetica. Le audizioni hanno evidenziato come la crescita esponenziale degli impianti fotovoltaici imponga un coordinamento più stretto tra governo centrale e amministrazioni locali, al fine di evitare sovrapposizioni normative e contenziosi. Il Coordinamento FREE, intervenuto presso l’8a Commissione del Senato, ha ribadito l’importanza di una semplificazione coerente e trasparente, capace di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili senza compromettere l’equilibrio con l’agricoltura e il paesaggio.

Le semplificazioni e il ruolo delle Regioni

Il decreto correttivo introduce strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie e agevolazioni per gli impianti a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e accelerare la realizzazione di nuovi progetti. Tuttavia, il Parlamento ha posto la condizione di monitorare l’efficacia delle semplificazioni e di garantire maggiore trasparenza nei processi, affinché la riduzione degli adempimenti non si traduca in un indebolimento dei controlli ambientali e paesaggistici. Altro nodo centrale riguarda la definizione delle aree idonee, che secondo le osservazioni parlamentari deve coinvolgere maggiormente gli enti territoriali. Le Regioni rivendicano un ruolo decisivo nella pianificazione e nella gestione delle autorizzazioni, per evitare conflitti di competenza e garantire un equilibrio tra sviluppo delle rinnovabili e tutela del paesaggio. Le audizioni hanno evidenziato come la crescita esponenziale degli impianti fotovoltaici imponga un coordinamento più stretto tra governo centrale e amministrazioni locali, al fine di evitare sovrapposizioni normative e contenziosi. Ora il decreto torna al Consiglio dei Ministri, che dovrà valutare se recepire integralmente o parzialmente le condizioni poste dal Parlamento prima dell’approvazione definitiva, segnando un passaggio cruciale per l’equilibrio tra sviluppo delle fonti rinnovabili e tutela del territorio agricolo.