L’Agrivoltaico si trova oggi in una fase di maturazione in cui i costi di investimento rappresentano uno dei principali fattori critici per la diffusione su larga scala. Le strutture rialzate, i sistemi di inseguimento e le tecnologie necessarie per garantire la coesistenza tra produzione agricola e fotovoltaica comportano un incremento significativo del capitale iniziale rispetto agli impianti tradizionali. A questo si aggiunge la necessità di integrare sensoristica avanzata, sistemi di monitoraggio e soluzioni agronomiche adattive, che incidono ulteriormente sul budget complessivo. La redditività agricola, spesso variabile e dipendente da condizioni climatiche e di mercato, introduce un ulteriore elemento di incertezza nella valutazione economica dei progetti. Gli investitori richiedono modelli di business chiari, stabili e replicabili, mentre gli istituti finanziari esigono evidenze documentate della continuità agricola e della sostenibilità economica dell’intero sistema. In questo contesto, l’accesso al credito e agli incentivi diventa un passaggio delicato, influenzato dalla capacità del progetto di dimostrare un equilibrio credibile tra produzione energetica e valore agricolo. La normativa recente, pur introducendo criteri più definiti, ha aumentato la complessità procedurale, rendendo indispensabile una pianificazione economica accurata e multidisciplinare.
Dal punto di vista operativo, richiede un livello di coordinamento superiore rispetto agli impianti fotovoltaici convenzionali, poiché coinvolge competenze e attività appartenenti a settori tradizionalmente separati. La collaborazione tra agricoltori, sviluppatori, tecnici e istituzioni deve essere strutturata attraverso processi chiari, ruoli definiti e protocolli condivisi, evitando sovrapposizioni o conflitti operativi. La progettazione agronomica rappresenta un nodo centrale: la scelta delle colture, la gestione dell’ombreggiamento, la pianificazione delle rotazioni e l’adattamento delle tecniche colturali richiedono dati microclimatici accurati e un monitoraggio continuo. Anche la logistica quotidiana introduce complessità, poiché le strutture rialzate devono garantire l’accesso ai mezzi agricoli senza compromettere la sicurezza o la manutenzione elettrica. La coesistenza tra attività agricole e interventi tecnici impone una programmazione coordinata e una comunicazione costante tra le parti coinvolte. Inoltre, la necessità di documentare la continuità agricola attraverso sistemi di monitoraggio e reportistica aggiunge un ulteriore livello di gestione, richiedendo strumenti digitali affidabili e personale formato. Tutto ciò rende l’operatività dell’agrivoltaico un processo articolato, che necessita di competenze integrate e di una governance solida.
Il quadro normativo dell’agrivoltaico è in continua evoluzione e rappresenta uno degli elementi più delicati per la pianificazione e la realizzazione dei progetti. Le recenti disposizioni hanno introdotto criteri più stringenti per definire la continuità agricola, la configurazione degli impianti e i requisiti di monitoraggio, ma permangono differenze interpretative tra Regioni e enti locali che generano incertezza per gli sviluppatori. Le procedure autorizzative risultano spesso complesse, poiché richiedono la gestione simultanea di valutazioni ambientali, paesaggistiche, agricole e tecniche, con tempi variabili e dipendenti dalla capacità degli uffici competenti. La connessione alla rete elettrica rappresenta un ulteriore fattore critico, influenzato dalla disponibilità di capacità residua e dalla tempistica degli operatori di rete. In questo scenario, la governance del progetto assume un ruolo determinante, poiché la chiarezza documentale, la trasparenza dei processi e la qualità delle analisi tecniche possono ridurre i rischi autorizzativi e migliorare la percezione del progetto da parte delle istituzioni. La stabilità normativa, ancora in fase di consolidamento, rimane un elemento essenziale per attrarre investimenti e garantire la scalabilità del settore.